Videogiochi, smartphone e bambini: parola agli esperti

babytableipadOggi parliamo del rapporto tra videogiochi, smartphone e bambini.
Abbiamo pensato di fare un’intervista doppia così da avere un’opinione più tecnica, grazie alla dottoressa Marianna Pedron, psicologa dell’età evolutiva con cui abbiamo avuto modo di parlare già in un’altra occasione (per leggere l’articolo cliccate qui) e una più sul campo grazie a Davide Nonino, fondatore del sito www.giochibambinieragazzi.it
Ciao Marianna, ciao Davide, benvenuti: il mondo dei giochi e dei giocattoli si è decisamente evoluto dai Gameboy e i Nintendo che conoscevamo da bambini, oggi le console escono dalle case ed entrano nelle tasche di tutti, come le Playstation di ultima generazione, ad esempio, ma non solo, i videogiochi sono oggi disponibili anche, e forse soprattutto, come applicazioni degli smartphone, sempre più spesso nelle mani dei bambini. Voi cosa ne pensate?
Vedete anche voi questa diffusione o vi sembra che esista ancora un “mondo senza videogiochi”?

Marianna: la diffusione è ormai capillare, in effetti; “un mondo senza videogiochi” credo non esista da tempo. Oggigiorno si vedono bimbi della scuola dell’infanzia alle prese con i cellulari dei genitori e sicuramente più esperti di loro davanti ad un pc. Le nuove generazioni sono figlie della tecnologia, nascono già con una sorta di predisposizione: sono abilissimi con i computer, cellulari, televisori, playstations. Sono bambini all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, dei veri esperti. D’altro canto, sin dall’infanzia, molti di questi bambini si trovano ad avere come sostituto dei genitori la televisione, che diventa la loro baby-sitter; poi crescendo passano al computer o alle varie consolle, grandi compagni di gioco. Si tratta di generazioni sempre più incentrate sull’individualità e sempre meno sulla condivisione con il gruppo.
Davide: La diffusione c’è tutta e il mondo del giocattolo ci sta arrivando. Purtroppo con ritardo, perché prima gli smartphone e i tablet (e le console) sono finiti in mano ai più piccoli trainati dagli adulti e solo dopo le aziende di giochi e giocattoli si sono rese conto del fenomeno e si sono attrezzate sviluppando proposte creative ed educative ad hoc. C’è chi ci ha guadagnato in maniera anche non etica (pubblicità e acquisiti in app ingannevoli) ma per fortuna anche chi ha visto in questo delle opportunità di interazione ed aumento della realtà interessanti. E in questi ultimi io vedo svilupparsi dei percorsi interessanti. Così come noi adulti stiamo entrando nell’era dell’Inernet of things, i più piccoli entreranno in quella dell’Internet of toys, ma sarà importante farlo assieme.
I videogiochi di oggi hanno grafiche da urlo e la qualità è talmente alta, che sembra di vedere dei film, piuttosto che stare a giocare. A te Marianna vorrei chiedere se questa rapporto con il videogioco è solo negativo o se ci si può trovare anche qualche aspetto positivo.
Marianna: io ritengo che quasi ogni cosa, se “assunta” nelle giuste dosi, non sia deleteria. Rimanendo nel campo dei videogiochi, quotidianamente mi capita di utilizzare con i miei pazienti o proporre ai loro genitori software specifici nel trattamento delle difficoltà di apprendimento, o per il potenziamento dell’attenzione: coinvolgono molto anche i più piccoli e permettono di affrontare in maniera più giocosa e meno stancante una seduta nel tardo pomeriggio, dopo un’intera giornata a scuola. Allo stesso modo mi capita di comunicare con i pazienti adolescenti attraverso what’sapp o, anche se più raramente, di effettuare un colloquio con un genitore all’estero per lavoro via Skype. La tecnologia ci circonda ed è positiva se sfruttata nel modo corretto.Davide Nonino
A te Davide invece vorrei chiedere qualcosa di diverso. Nel tuo sito possiamo trovare spunti, idee per far giocare i ragazzi e i bambini e le visualizzazioni del tuo canale Youtube ci dicono che stai andando alla grande, ma quindi credi sia ancora possibile farli davvero divertire senza l’ausilio di apparecchi elettronici? L’uso di una manualità vera, che non sia solo quella di muovere le dita su uno schermo, attira ancora i bambini?
Davide: Certo, i video che hanno maggiori visualizzazioni sono quelli legati agli esperimenti scientifici da poter fare in casa. Sperimentare, provare e personalizzare restano un affascinante percorso pratico con cui realizzare e realizzarsi, comprendendo la realtà. I bambini chiedono, danno feedback sui loro esperimenti, si affascinano. Se riusciremo a coinvolgerli saranno loro i maker del futuro!

Ricordiamo a tutti i vostri contatti

Davide Nonino www.giochiperbambinieragazzi

Dottoressa Marianna Pedron Studio Consulenza Psicologica

Elena Pollastro