Talking Angela: un pedofilo dietro l’app più amata dai bambini?

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Una tenera gattina bianca virtuale che chiacchiera con i vostri bambini potrebbe mai nascondere un pedofilo? Secondo molti genitori spaventati che si sono rivolti in questi giorni alla Polizia Postale di Rovigo… sì. Al centro della bufera l’app per iOS e Android della Outfit 7 “Talking Angela“.

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immagine presa dalla rete

Secondo i genitori che hanno segnalato l’app alle autorità, dietro al dolce sguardo della gattina virtuale si nasconderebbe un malintenzionato che sarebbe addirittura visibile attraverso gli occhi di Angela. Bambini e genitori sostengono di aver chiaramente riconosciuto la sagoma di un signore seduto in un ufficio (con una libreria alle spalle), ingrandendo pupille del gattino.

Il presunto pedofilo avrebbe turbato diversi bambini dai 9 agli 11 anni facendo loro domande un po’ troppo intime e personali (tra cui i dati sensibili) attraverso il gioco stesso. C’è chi addirittura sostiene di aver ricevuto una vera e propria proposta di incontro. Inoltre, dato che all’avvio dell’applicazione si accende automaticamente la webcam, la sensazione di essere letteralmente “spiati” è molto forte.

La Outfit 7 ha subito smentito la notizia, specificando che le conversazioni con la gattina sono prodotte con un sistema automatico (chatbot) e che non c’è dietro una persona fisica.

Come sempre, in questi casi, vi consigliamo di prendere questo genere di notizie con le pinze. Basta infatti farsi un giro su Google e, nello specifico, sui siti anti-bufale come attivissimo.blogspot.it per scoprire che la notizie è falsa. “C’è un modo molto semplice per sapere se Talking Angela mette in contatto con una persona reale (il presunto pedofilo, secondo alcuni) o dialoga in modo automatico usando frasi preconfezionate memorizzate nell’app” spiega Paolo, l’autore del blog Attivissimo “mettere il telefonino o il tablet in modalità aereo. Se lo fate, il dialogo continua sconclusionato come prima (immettendo parole a caso si ottengono risposte completamente slegate) e senza che nessun dato venga trasmesso“.

E per quanto riguarda la presunta immagine riflessa negli occhi? “Quella che viene interpretata come la casa del pedofilo (che sarebbe, fra l’altro, un idiota assoluto a rivelarsi così banalmente)” continua Paolo “è semplicemente l’immagine usata durante il rendering della gattina digitale, effettuato per generare un riflesso realistico nei suoi occhi. L’immagine è molto sgranata e la fantasia di chi guarda aggiunge dettagli inesistenti“.