Spannolinamento, il Metodo EC: chi può farlo, quando e come iniziare

Green pot In questi giorni vi abbiamo parlato delle alternative green ai pannolini classici usa e getta (se vuoi saperne di più, puoi leggere QUI). L’attenzione verso l’ambiente cresce di giorno in giorno e anche voi mamme potete fare la differenza scegliendo al posto dei normali usa e getta dei pannolini lavabili, come vi dicevamo in questo articolo, o dei pannolini usa e getta ma ecologici, ne abbiamo parlato QUI.

Un altro modo di essere green, è conoscere il Metodo EC, ovvero Elimination Communication, detto anche IPT infat potty training, per noi italiani conosciuto come metodo di educazione precoce al vasino.

Siamo sempre stati portati a pensare ai bebè come a piccoli esserini inconsapevoli di esistere e di cui è necessario prendersi cura sotto tutti gli aspetti, ma se questo non fosse del tutto vero? Se fossero più “pronti” rispetto a quanto ci si immagina? So che il pensiero di non essere indispensabili per il vostro piccolo vi sta facendo barcollare, quindi non pensate al metodo di cui vi parleremo come a qualcosa che vi allontana da lui, semmai esattamente il contrario! Si stima che i bebè inizino a controllare intestino e vescica a partire dai 18 mesi circa, ma se così fosse, prima di quell’età farebbero pipì e pupù in continuazione, cosa che invece non avviene. Come potete facilmente intuire, prima i pargoli inizieranno a usare il vasino, prima smetteranno di usare il pannolino! Ovviamente la scelta di passare a questo metodo non comporta solo un vantaggio economico, poiché la componente principale è certamente il miglioramento di comunicazione tra voi e il vostro piccolo.

Chi può farlo?

Dato che parliamo di educazione al vasino, capite bene che chiunque si occupi di lui deve mettersi nell’ottica di passare del tempo a osservare e capire il pargolo, e proprio perchè si tratta di educarlo, ogni bambino può iniziare l’educazione. Se ci sono più persone che si occupano del piccolo, ognuna di loro potrà provare con l’EC e valutare se si sente a suo agio con questo tipo di educazione. Insieme potrete conoscerlo sempre meglio, e scambiandovi informazioni, sarà più facile per tutti dimenticarsi dei pannolini e provare una nuova esperienza. Se ad esempio volete affidarlo ai nonni o a una babysitter e loro si dimostrano disposti a seguire questa scelta, farete loro una specie di training, mostrandogli i segnali e affiancandoli. Aspetti che vi saranno molto utili se doveste tornare al lavoro. Ovviamente non potete imporre il vostro modo di educare agli altri, soprattutto se avete bisogno di loro, quindi siate flessibili: se all’asilo chiedono il pannolino, gestitevi di conseguenza; optate per il pannolino quando è all’asilo e toglieteglielo quando esce.

Quando cominciare e come avvicinarsi al metodo

Il momento migliore per iniziare è la nascita, perchè permette al piccolo di abituarsi fin da subito a questo metodo. Vero, in questo momento avete davvero moltissime cose a cui pensare: allattamento, capire i ritmi del bambino, modificare il proprio stile di vita per adattarsi al suo, ma un sistema c’è. Non datevi scadenze e non mettetevi pressione per riuscire, ciò che dovete fare è prendervi tempo e seguire i vostri ritmi. Nei momenti in cui vi assale la stanchezza, è giusto concedersi più riposo e in questi momenti potrebbe essere meglio usare pannolini usa e getta o lavabili. Se per esempio volete usare il pannolino nei primi mesi, potreste cercare di abituarvi a uno stile diverso iniziando con il guardare le sue abitudini anche se sta usando il pannolino, sia esso un pannolino classico, un usa e getta ecologico o un pannolino lavabile. Oppure potreste iniziare in maniera graduale, alternando il pannolino a degli asciugamani o pezze di cotone da posizionare sotto il sederino, metodo utile anche per i viaggi in macchina; ah, e ricordatevi il consiglio di mamma quando partivate da piccoli: sei andato in bagno? Se sapete di dover affrontare un viaggio un po’ lungo prevedete delle soste e fategli fare pipì prima di partire.

Avete già letto il nostro articolo su seggiolini e sicurezza in auto? Se non l’avete fatto, potete trovarlo qui!

Sempre durante i viaggi, o per le prime uscite, potreste usare gli usa e getta solo quando uscite e portare avanti l’educazione al vasino quando siete in casa, oppure munirvi di vestitini, salviette per pulirlo e scarpe e calze di ricambio se cammina già. Partite dall’idea che siete voi a scegliere come e quando volete dedicarvi a questo tipo di educazione e, cosa non meno importante, impratichendovi con l’osservazione, i cambi non saranno una regola, ma un’eccezione, perchè avrete preso dimestichezza con i suoi segnali e li riconoscerete.

E di notte?

Vi sembrerà strano, ma pensate alle vostre abitudini, cosa fate di notte? Se non siete della schiera delle insonni, solitamente dormite, e questo è ciò che fa anche il vostro bimbo. Dormendo, fa meno pipì rispetto al giorno e non essendo distratto da altre attività quotidiane, riposa. Proprio di notte sarà più facile per voi cogliere dei segnali, non già perchè dovrete vegliarlo tutta la notte, ma perchè il vostro infallibile orecchio coglierà molto presto qualunque suono. Se tenete il bambino vicino a voi sarà più facile, ma siamo convinte che videocamere, walkie talkie o anche solo le porte delle camere aperte permetteranno a ogni mamma di sentire il proprio cucciolo senza difficoltà.

Abbigliamento

Dato che il tempo tra l’identificazione del segnale e la scarica è abbastanza veloce, è meglio scegliere tutine facilmente apribili e magliette lunghe e mutandine. No quindi a body, tute intere e vestiti che vi costringono a cambiarlo completamente in caso di incidente. Se invece volete conoscere i segnali che potranno aiutarvi a riconoscere il “momento giusto” per portarlo in bagno, cliccate qui.

Elena Pollastro