Running in gravidanza: correre con il pancione si può?

running in gravidanzaPraticare attività sportiva durante una gravidanza nell’immaginario collettivo è considerato pericoloso. Questa opinione è molto diffusa soprattutto nella cultura latina dove, in molti paesi, la gravidanza viene vista ancora come una condizione invalidante.

In realtà, come in ogni situazione, è sufficiente un po’ di buon senso, avere una buona conoscenza di se stessi, e sapersi ascoltare molto attentamente. Escludiamo innanzitutto tutti gli sport nei quali è insito il rischio di subire traumi o colpi come, ad esempio, lo sci e l’equitazione. Ma per quanto riguarda il running in gravidanza, come comportarsi?

Running in gravidanza: si o no?

Presupposto fondamentale è analizzare con obiettività quanto il nostro corpo sia abituato all’attività sportiva e in particolare al running. Se già prima della gravidanza eravamo abituate a praticare questa attività non ci saranno problemi per continuare a farla, con le dovute precauzioni; al contrario, iniziare a correre proprio in questa fase, soprattutto se si è abituate a condurre una vita sedentaria è una scelta sconsigliata.

Running e gravidanza non sono due mondi incompatibili. E’ sicuramente opportuno essere seguiti da un medico ginecologo, che possa valutare insieme a voi il vostro stato di salute generale e la vostra capacità fisica di gestire lo sforzo provocato da questa attività fisica.

Correre affatica la schiena, i fianchi, le ginocchia e i muscoli in generale. E’ quindi buona norma tenere sotto controllo il proprio stato di affaticamento, e soprattutto verificare con il proprio medico di avere una buona parete pelvica e muscoli addominali perfettamente in salute: questi ultimi, infatti, vengono messi sotto stress sia dalla gravidanza che dal running.

Correre in gravidanza: i rischi

Per quanto riguarda l’allenamento, occorre sapere che vi sono due fattori che possono creare problemi e danneggiare il feto: l’aumento delle pulsazioni in corsa e l’innalzamento della temperatura corporea.

Relativamente alle pulsazioni i medici solitamente suggeriscono di non superare i seguenti limiti:

  • donne sotto i 20 anni: non superare i 155 battiti al minuto
  • dai 20 ai 30 anni: : non superare i 150 battiti al minuto
  • dai 30 ai 40: non superare i 145 battiti al minuto
  • over 40: non superare i 140 battiti al minuto

Per quanto riguarda la temperatura, si suggerisce di correre in ore fresche della giornata e sapersi fermare prima di sentirsi mancare il fiato, onde evitare di compromettere la trasmissione dell’ossigeno al feto. Correre a ritmi molto tranquilli, che permettano di parlare senza affaticarsi troppo, può essere molto piacevole.

Tenete sempre presente che le pulsazioni durante la gravidanza aumentano, e il corpo percepisce di più il calore, quindi eventuali segnali di sofferenza vi arriveranno molto prima di un rischio vero e proprio per il feto: sapersi ascoltare, osservare i segnali del proprio corpo, e sapersi fermare quando è necessario, sono condizioni assolutamente fondamentali per godersi il running in gravidanza senza alcun rischio.

Approfittate di questo momento della vostra vita per prendervi cura di voi stesse, sì, ma anche per pensare al futuro. Soprattutto se avete già dei figli, la gravidanza è il momento giusto per pensare a stipulare una polizza sulla vita per il vostro bene e per quello dei vostri bambini. Oggi ne esistono di molto vantaggiose e flessibili come la ILife di Genertellife: basta attivare l’opzione Care Program grazie alla quale si ottiene da subito un check up gratuito presso un centro convenzionato e uno sconto sul premio della copertura base. Per mantenere lo sconto è sufficiente ripetere gli esami ogni due anni: in questo modo ci si prende cura di sé ed in più si risparmia! Personalizzabile e detraibile dalle tasse, è l’unica in Italia che garantisce alla tua famiglia un sostegno economico immediato: un piccolo grande regalo per il futuro dei vostri piccolini.

Frequenza degli allenamenti in gravidanza

Un altro dubbio molto frequente riguarda la frequenza degli allenamenti. In linea di principio si può arrivare (fatte sempre le opportune verifiche e i controlli medici del caso) fino a un masimo di quattro step a settimana di massimo 30 minuti l’una.

Fino a che mese di gravidanza si può correre?

Solitamente durante il terzo trimestre correre diventa particolarmente faticoso, un po’ per via dell’aumento di peso e un po’ per l’eccessiva sollecitazione di articolazioni, muscoli e tendini. Qualora si volesse ancora continuare con lo sport, a meno che prima di rimanere incinte non praticaste la corsa a livelli agonistici, in questa fase è molto meglio preferire al running in gravidanza uno sport come il nuoto, che agisce in assenza di gravità e sorpassa, di conseguenza, ogni problema legato al peso.

Quando ricominciare a correre dopo il parto?

Dopo un parto naturale, scaduti i 40 giorni di puerperio ed effettuata la visita ginecologica di controllo, si potrà tornare agli allenamenti di una volta; in caso di parto cesareo, invece, occorrerà aspettare almeno due mesi e mezzo.

Correre col pancione: qualche accorgimento

Se avete deciso di darvi al running in gravidanza e il vostro medico vi ha dato il via libera prestate attenzione alla tipologia di terreno in cui correte (scegliete fondi regolari, privi di buche o piccoli ostacoli che potrebbero farvi perdere l’equilibrio), scegliete scarpe da running ben ammortizzate, evitate luoghi troppo trafficati e fate sempre attenzione al rischio di disidratazione (evitate di uscire nelle giornate troppo calde e ricordatevi di bere)!

Ovviamente queste sono solo indicazioni generali per chi ha deciso di continuare col running in gravidanza. Fondamentale è un primo controllo generale del proprio stato di salute e una verifica circa le condizioni del feto; a seguire occorrerà essere seguiti da un medico ginecologo e, come per ogni cosa, affidarsi al buon senso e all’ascolto del proprio corpo.