Prime parole: è normale che mio figlio ancora non parli?

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Quante mamme si sono emozionate nel sentire il proprio bambino pronunciare la sua prima parola? Un momento indimenticabile per molti genitori che provoca gioia ed entusiasmo per l’inizio di una nuova fase di vita del bambino.

I bambini cominciano a pronunciare suoni di senso compiuto intorno ai dieci mesi ma inizierà molto prima con le vocalizzazioni tipo ‘gggh’, ‘cooo’, ‘ahhh’. Una buona abitudine per i genitori è parlare al bambino descrivendo le azioni che si svolgono quotidianamente. Per aiutare il bambino a sviluppare la capacità di linguaggio, cercate di usare un linguaggio misto, unendo alla correttezza grammaticale il linguaggio della tenerezza.

Cosa succede, però, se il bambino non parla anche se ha già compiuto un anno d’età? E’ lecito, per tutti i genitori, porsi delle domande sul perché il bambino non ha ancora emesso la prima parola. Tuttavia è bene ricordare che i ritmi di sviluppo del linguaggio sono variabili, dovuti sia a fattori biologici, sia a fattori ambientali quali:

  • minore o maggiore stimolazione in ambito familiare
  • inserimento precoce a scuola
  • presenza di fratelli o sorelle

E’ ormai certo che il bambino impara prima le parole e poi, solo successivamente, utilizza i suoni delle prime parole per formarne delle nuove. Nonostante tutti i bambini abbiano capacità di linguaggio differenti, esiste un percorso  comune ad ogni bambino nell’ambito del quale possono essere identificate delle età di riferimento:

  • a 3-5 mesi il bambino utilizza pianti, gorgheggi, sorrisi, gridolini, ma ancora in modo non intenzionale
  • a 6-8 mesi il bambino inizia ad esercitare gli organi articolatori e uditivi, giocando con i primi suoni della lingua. E’ il bambino in cui pronuncia sequenze di sillabe (da-da-da, la-la-la)
  • a 9-12 mesi il bambino mostra oggetti. Non usa ancora intere parole ma ne comprende molte di quelle utilizzate dagli adulti
  • a 12-16 mesi il bambino comincia a pronunciare le prime parole
  • dai 16 ai 18 mesi il bambino capisce che tutte le cose hanno un nome. Impara velocemente le nuove parole
  • dai 18 mesi ai due anni il vocabolario del bambino è ricco di almeno 50 parole. Il piccolo, infatti, riesce a formare frasi associando due o tre parole
  • Tra i 2 e 3 anni frasi sono costruite meglio. Usa anche aggettivi e verbi
  • dai tre ai quattro anni l’acquisizione di linguaggio del bambino è completato. D’ora in avanti imparerà sempre più parole e sarà in grado anche di fare dei discorsi

Tuttavia, se il bambino non parla, ci sono dei sintomi che rappresentano un allarme per i genitori:

  • bambino a qualsiasi età non reagisce ai suoni, non si muove o si agita quando si provoca un suono
  • assenza di lallazione ossia la pronuncia di sequenze di sillabe
  • tre i 18 e i 24 mesi non dice alcuna parola
  • dopo i 2 anni non esegue semplici comandi verbali
  • ad ogni età ha una voce strana e sgradevole

In presenza di uno di questi sintomi è necessario un controllo tempestivo, per accertarsi se esistano problemi uditivi, di linguaggio o di altra natura.

Per molti bambini il ritardo linguistico sembra risolversi nell’età prescolare tra i 4 e i 5 anni, ma per alcuni il ritardo si prolunga. Per i bambini che hanno un ritardo di linguaggio a 4-5 anni si usa il termine “disturbo specifico di linguaggio” (Dsl).

Per compiere una diagnosi di disturbo specifico di linguaggio è necessario seguire alcune procedure:

  • stabilire se il linguaggio del bambino è in ritardo nella produzione fonologica, e/o lessicale, e/o sintattico-morfologica
  • osservare, in una situazione il più naturale possibile per il bambino, la sua capacità di comprendere il linguaggio e di farsi capire attraverso il linguaggio
  • escludere che vi sia un disturbo della comunicazione di origine emotiva, o un deficit uditivo o un impedimento fisico all’articolazione

Se i disturbi specifici di linguaggio non vengono diagnosticati in modo tempestivo ci possono essere ripercussioni funzionamento individuale e sociale del bambino.

L’unica cosa da fare, però, per stimolare è il bambino è parlargli e fargli ascoltare della musica. In ogni caso, se il bambino a due anni non parla ancora, non createvi falsi allarmismi ma rivolgetevi semplicemente ad un esperto del settore.