Post parto: parliamone!

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Tra mamme è normale, quasi liberatorio condividere gioie e dolori della gravidanza. Per non parlare poi del parto: chi ci è passata non può proprio resistere e deve assolutamente raccontare a qualcuno (o a chiunque, a seconda del carattere) come è andata. E se quando si parla di dolce attesa e parto lo si fa con dovizia di particolari (che più scabrosi sono, meglio è), quando si parla di post-parto sembra invece di trovarsi davanti a un argomento tabù.

Il motivo è facile da immaginare: una volta partorito non ci siamo più solo noi e il nostro pancione. Il vero protagonista dei nostri discorsi diventa ovviamente il bambino. Anche perché, purtroppo, dopo un veloce “Come stai?” detto da parenti e amici in ospedale, ben pochi si interessano ulteriormente del nostro stato fisico e mentale. E dopo 9 lunghi mesi in cui siamo state coccolate, assistite e tartassate di domande, dopo 9 mesi in cui eravamo costantemente al centro dell’attenzione, dopo 9 mesi in cui la gente si offriva di aiutarci ad alzarci dal divano (anche quando eravamo incinte di soli 3 mesi), accade spesso di venire “abbandonate” a noi stesse proprio nel momento in cui avremmo più bisogno, per esempio, che qualcuno che ci aiuti ad alzarci!

Alcune di voi, le più fortunate, quelle che un’ora dopo il parto camminavano tranquillamente per i corridoi dell’ospedale, quelle che i punti non li hanno nemmeno sentiti, quelle che si sono subito abituate all’allattamento, quelle che all’uscita dall’ospedale erano fresche come rose, diranno che in fondo non c’è niente di cui parlare. Donne fortunate, appunto, donne che non rappresentano però la maggioranza delle puerpere.

Già perché il post-parto, normalmente, non è una passeggiata. I punti da lacerazione spontanea o da episiotomia provocano spesso fastidio, e a volte dolore, per diversi giorni. C’è chi guarisce in poco tempo e nemmeno ci fa caso, e c’è chi non riesce a sedersi per settimane. E vogliamo parlare delle lochiazioni? Normalissime e indolori ma spesso molto abbondanti, soprattutto le prime due settimane, richiedono un’accurata igiene intima e ingombranti assorbenti post-parto che in alcune di noi possono provocare disagio o un vero e proprio imbarazzo.

L’arrivo della montata lattea e in generale la gestione dell’avvio dell’allattamento, non è da sottovalutare. Quando poi è la nostra “prima volta” e dobbiamo imparare, insieme al nostro bebè, a conoscerci a vicenda, possiamo facilmente incorrere in piccoli ingorghi o vere e proprie mastiti. Tutto risolvibile con riposo, impacchi caldi e poppate frequenti, ma chi ha provato quel dolore non lo dimentica facilmente.

E poi la stanchezza, la strana sensazione di una pancia improvvisamente vuota, eventuali conseguenze “imbarazzanti” del parto di cui non parliamo con nessuno (emorroidi, eventuale stitichezza, bruciore durante la minzione, ecc.)…

Impensabile rispondere a quel “Come va?” della zia in ospedale dicendo “Sto uno schifo, appena mi alzo mi sembra che l’utero mi cada tra le gambe, non riesco ad andare in bagno da giorni perché sono terrorizzata all’idea che mi si riaprano i punti, non sono a mio agio né seduta né in pedi, perdo litri di sangue e nonostante assorbenti post parto alti una spanna mi ritrovo continuamente allagati i pantaloni e ho i capezzoli in fiamme perché il bambino ancora non sa attaccarsi”. Già, impensabile. La zia in questione ci guarderebbe come delle matte, o forse come delle madri degeneri che anziché essere in estasi e completamente concentrate sul loro cucciolo, si preoccupano egoisticamente di se stesse.

Eppure parlarne fa bene. Fa tanto bene. Non abbiate paura di farlo. Magari non con la zia venuta a trovarvi in ospedale ma con il vostro compagno, con vostra madre, con l’ostetrica o il ginecologo che vi hanno seguito in gravidanza, con le amiche più care e con chiunque ci sia già passata.

Prima o poi i fastidi del post parto passano, è vero. Ma in alcuni casi si portano dietro un senso di malessere psico-fisico che può tramutarsi in baby blues o, nei casi peggiori, in una vera e propria depressione post parto. Parliamone di più, sfoghiamoci, entriamo pure nei particolari. Aiutiamoci tra noi, tra mamme, tra amiche: in fondo quando nasce un bambino nasce anche una mamma, ed entrambi hanno un gran bisogno di coccole.