Pillola del giorno dopo: ecco perché il medico non può rifiutarsi di prescrivervela

Siamo un portale dedicato alla maternità, è vero, ma è inutile negare che la pillola del giorno dopo, in situazioni di emergenza (per esempio se si dovesse rompere il preservativo), potrebbe servire a tutte noi, mamme e non. E se quest’ultima non deve essere certo considerata un metodo contraccettivo, è anche vero che è ugualmente sbagliato considerarla un farmaco abortivo.

Prendere la pillola del giorno dopo non equivale ad abortire

pillola-del-giorno-dopoLa pillola del giorno dopo è pensata per bloccare l’ovulazione o, se l’ovulo è già stato fecondato, la pillola modifica la cavità uterina in modo da impedirne l’annidamento. Ma se l’ovulo si è già innestato, la pillola non interferisce in alcun modo con la successiva gravidanza. Anche l’OMS chiarisce che la gravidanza inizia NON con la fecondazione, ma con l’impianto dello zigote nell’utero materno.

Eppure non è raro imbattersi in medici che si definiscono “obiettori” e che si rifiutano di prescrivere alle donne la pillola del giorno dopo. E se al momento del rifiuto è normale non dare troppo peso alla cosa e mettersi subito alla ricerca di un altro specialista (la pillola del giorno dopo è efficace al 95% se assunta entro le 24 ore successive al rapporto, e solo al 9% se assunta entro 72 ore), dovete sapere che dal punto di vista legale avete tutto il diritto di esigere la prescrizione e di minacciare il medico di denuncia in caso di rifiuto (qui l’esposto da compilare fornito dall’Associazione Luca Coscioni). La stessa cosa vale per l’eventuale rifiuto da parte del farmacista di vendervi il farmaco.

Secondo l’art. 9 dalla legge 194 del 1978, il medico obiettore può rifiutarsi di “prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 e agli interventi per l’interruzione della gravidanza“, ma la prescrizione della pillola del giorno dopo non rientra certo in queste casistiche. Il farmaco infatti “agisce con effetti contraccettivi in un momento anteriore all’innesto dell’ovulo fecondato nell’utero materno” come recita chiaramente la sentenza 8465/2001 del Tar del Lazio. La pillola del giorno dopo, insomma, ha lo stesso effetto contraccettivo della spirale.