Parto naturale dopo un cesareo? Certo che si può!

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VBAC è l’acronimo di Vaginal Birth After Cesarean, ovvero “parto naturale dopo un cesareo”. E’ possibile quindi partorire naturalmente dopo una precedente gravidanza terminata in maniera chirurgica? Si, si può, ma sembra che in Italia bisogna pretenderlo, essendoci ancora poca informazione sull’argomento.

Questa pratica è nata negli anni Settanta da Nancy Weiner, una donna che appunto voleva avere un parto vaginale dopo il cesareo e per ottenerlo è diventata addirittura ostetrica. Da quel momento la VBAC è diventata una prassi comune negli Stati Uniti e anche in altre parti del mondo. In Italia invece la situazione appare più incerta, anche perché il nostro Paese è al secondo posto per numero di cesarei praticati, dopo il Brasile. Basti pensare che il numero di interventi in soli 30 anni è triplicato: dal 7% degli anni Ottanta, al 40% di oggi, rendendo così la gravidanza e il parto un evento estremamente medicalizzato.

La paura maggiore è che, entrando in travaglio, si rompa l’utero a livello della cicatrice rischiando così complicanze per la salute della mamma e del bambino. Dove c’è infatti l’incisione, il tessuto addominale è più fragile e può essere sottoposto ad eccessivo stress quando le contrazioni ad esempio non sono naturali, ma indotte dall’ossitocina o dalle prostaglandine.

In realtà, il pericolo di rottura dell’utero non è molto diverso a quello di un utero sano. In generale, più tempo passa tra la prima e la seconda gravidanza, meno problematiche ci sono: dopo 36 mesi dalla prima gravidanza i rischi sono quasi ridotti allo zero.

Le donne hanno quindi diritto a provare a partorire naturalmente, a meno che non ci siano patologie serie per mamma e bambino. Il parto cesareo infatti è un’operazione chirurgica a tutti gli effetti con le conseguenze del caso (più tempo per riprendersi, possibili emorragie, difficoltà nell’allattamento) e quindi, se si può evitarlo, ripetiamolo, nel caso in cui il quadro clinico sia assolutamente nella norma, è giusto avere la possibilità di provare il VBAC. L’importante è informarsi e trovare medici competenti che siano in grado di gestire l’evento.