Parto gemellare naturale: ecco come avviene

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Rispetto agli anni ’90, il numero di gravidanze gemellari è raddoppiato a causa di un più frequente ricorso a tecniche di procreazione assistita e all’innalzamento dell’età della futura mamma (più è avanzata più ci sono possibilità di avere una gravidanza gemellare, con un picco intorno ai 37 anni).

Se nella maggior parte dei casi alle mamme di gemelli viene consigliato un cesareo programmato, c’è anche la possibilità di ricorrere a un parto naturale soprattutto se:

  • i gemelli sono bicoriali e biamniotici
  • la gravidanza è trascorsa senza complicanze
  • non si sono evidenziati ritardi di crescita in nessuno dei gemelli
  • almeno uno dei due feti, il primo, si presenta in posizione cefalica

Sempre più spesso il parto gemellare, anche naturale, viene indotto verso la 37esima settimana di gestazione per evitare i rischi dovuti all’arresto della crescita di uno o entrambi i piccoli.

Enrico Periti, responsabile del centro Unico di Diagnosi Prenatale dell’Ospedale Piero Palagi di Firenze, consiglia alle future mamme di gemelli di prendere in considerazione l’opzione parto naturale, anche per questioni pratiche: “Partorire per via vaginale, se le circostanze lo permettono, è ancora più importante nel caso di una nascita gemellare, perché il parto spontaneo consente una ripresa più rapida alla neomamma che, dovendo accudire e allattare due bambini, ha bisogno di recuperare il più velocemente possibile le sue forze“.

Periti spiega come avviene il parto a seconda della posizione dei gemelli:

  • se sono entrambi cefalici, si può procedere con il parto spontaneo
  • se il primo è cefalico e il secondo podalico e le loro dimensioni sono pressoché uguali, si prevede che il sederino del secondo gemello non avrà problemi a passare per il canale del parto dove è già passata la testa del primo e quindi si procede con il parto spontaneo
  • se invece il primo o entrambi i gemelli sono podalici, si preferisce fare ricorso al cesareo
  • se il primo gemello si presenta con la testina e il secondo è in presentazione trasversa, c’è la possibilità che il secondo si posizioni correttamente, con l’aiuto dell’ostetrica, prima dell’espulsione. Ma, poiché in queste condizioni la probabilità di dover ricorrere a un cesareo d’urgenza è molto elevata, di solito si preferisce per sicurezza programmare l’intervento chirurgico.

Doppio parto doppio lavoro? Non proprio. Di solito la durata del travaglio è uguale a quella di un parto singolo e la fase espulsiva potrebbe addirittura risultare più semplice considerando che i gemelli sono solitamente più piccoli rispetto agli altri neonati.

Tra la nascita del primo e quella del secondo di solito passano pochi minuti o poco più (nel caso le contrazioni si attenuino un po’ dopo la prima espulsione), è comunque difficile che si superi la mezzora. In questo caso le ostetriche intervengono somministrando dell’ossitocina per intensificare le contrazioni.

Un consiglio? Se scegliete di partorire naturalmente due gemelli rivolgetevi a una struttura specializzata in parti gemellari o comunque a un grande ospedale con un neonatologo disponibile 24 ore su 24 che possa intervenire in caso di complicazioni.