Parto cesareo: la tecnica di Pfannenstiel e la tecnica di Stark

Doctor holding new born

Il parto cesareo, programmato o d’urgenza, è un’operazione chirurgica a cui si fa ricorso quando, a seconda delle circostanze, non è possibile effettuare un parto naturale. Viene praticata un’incisione della parete addominale un paio di centimetri sopra il pube lunga all’incirca 15 centimetri; l’incisione riguarda la fascia addominale, poi vengono spostati i vari muscoli fino ad incidere l’utero.

L’intervento dura complessivamente 30-40 minuti e ovviamente necessita di un’anestesia, che può essere spinale o epidurale. Lo scopo di questo tipo di anestesia è quello di bloccare il dolore dalla vita in giù, senza però addormentare la donna che in questo modo può vedere comunque il proprio bambino venire al mondo. Si effettua una puntura a livello lombare e si inietta l’anestetico: il procedimento è identico sia per l’epidurale sia per la spinale, ma in quest’ultimo caso l’ago viene inserito più in profondità. L’anestesia totale è invece più rara e viene praticata quasi esclusivamente in caso di urgenza.

La degenza è solitamente di quattro giorni e i punti si rimuovono dopo una settimana.

Oggi esistono due tecniche di incisione: la tecnica di Pfannenstiel e la tecnica di Stark. Nella prima, viene praticata un’incisione orizzontale di circa 10 centimetri all’altezza della parte superiore del pube. Vengono tagliati gli strati della parete addominale, il peritoneo viscerale (cioè la membrana che ricopre l’utero e la vescica), poi viene scollata la vescica con le forbici e la si sposta, quindi si arriva all’utero e si estrae il bambino. L’utero viene suturato a strati: prima viene cucita la parete, poi il peritoneo riportando la vescica alla sua sede originale. Successivamente viene cucito a strati il tessuto addominale. La pelle viene suturata infine con punti in seta o metallici.

Nella tecnica di Stark, più recente, viene praticata un’incisione sulla parete addominale, circa 2 centimetri al di sopra del pube. Manualmente si allargano poi le pareti muscolari; viene quindi estratto il bambino e poi l’utero viene richiuso con alcuni punti. Non si chiudono né il peritoneo viscerale né i muscoli addominali, che sono lasciati cicatrizzare in modo naturale. Sulla pelle sono applicati tre punti in seta, da rimuovere dopo qualche giorno. Questa tecnica consente di effettuare l’intervento in circa 30 minuti, contro i 45 previsti dalla metodica di Pfannenstiel e permette al chirurgo di utilizzare le dita per compiere gran parte dell’intervento, mentre si lascia al bisturi un ruolo marginale, diminuendo così sia i tempi di guarigione sia la quantità di sangue persa durante il parto.