Mamme sull’orlo di una crisi di nervi: le mamme al parchetto

Senza titolo copia 2Ebbene sì. Ne avrete sentito parlare anche voi. Ci sono donne, giuro, che possono dormire fino a mezzogiorno, uscire nei giorni feriali, portare i tacchi, addirittura mettersi lo smalto sulle unghie di entrambe le mani e se ne hanno voglia, anche dei piedi. Vi sembra incredibile? Eppure se vi concentrate un attimo e tornate con la memoria indietro nel tempo a prima che vostro figlio vi sconvolgesse – anche in positivo eh? – la vita, potreste rivedervi mentre vi scatenate in discoteca e bevete Mojito da una cannuccia fosforescente.

Crash. Il ricordo viene disintegrato dall’urlo disumano di vostro figlio che, braccio destro e dito indice puntati in direzione della gelateria, fa sapere a tutto il paese che vuole un cono al cioccolato per merenda. Voi lo sapevate che non dovevate passare da quella strada, che il virgulto avrebbe potuto scorgere la gelateria a metri e metri di distanza e quindi trascinarvici con la forza, ma siete state incaute e adesso da brave, entrateci, prendetele il gelato al cioccolato e guardate vostro figlio mentre se lo spiattella sulla maglia fresca di bucato. Ma consolatevi: tre quarti di gelato cadranno per terra e il residuo di detersivo che avete a casa dovrebbe essere sufficiente a rimuovere la percentuale che finirà sui vestiti.

Avete una brioches a casa, comunque? Poi la fame si fa sentire, quando perdi quattro quarti di gelato attorno (o sopra) di te e sprechi energie nel tentativo di riportarlo dal marciapiede alla coppetta. Benedetta entropia, che non fa rientrare il dentifricio nel tubo. Comunque fermate il bambino: sta tentando di leccare il cemento.

Ed eccola che riaffiora, mentre incatenate il pargolo al passeggino nel vano tentativo di portarlo via dalla pozzanghera di cioccolato, quella strana sensazione di impotenza… eh no! Non ve le guardate le mani con lo smalto a intermittenza, allora vi volete male? State tranquille, Mojito, cannucce, musica e tacchi non sono perduti per sempre!

Coraggio, trascinatevi al parco pubblico, lì, sì, lì, dove vedete quelle donne smunte da ore di veglia notturna e dalle vesti padellate che manco il Mago Oronzo la domenica: quelle sono le vostre anime gemelle, coloro che vi capiranno e vi accetteranno senza chiedere niente in cambio, al massimo un’occhiata al figlio per andare a fare la pipì dietro un cespuglio.

Avvicinatevi e fate amicizia, mentre il vostro erede si scaraventa dal passeggino direttamente sull’altalena.

I vantaggi sono tanti: alle mamme del parchetto potrete raccontare che le vostre amiche single sono rimaste in discoteca dalla famosa sera in cui vi scatenavate e bevevate Mojito da una cannuccia fosforescente, e loro vi potranno confessare che la sera si addormentano con la testa nel piatto (sempre meglio che sulla caffettiera).

Pausa. I vostri figli si stanno menando. Staccati? Ok, ripartiamo.

Dicevamo che potremmo vederci domani, sempre qui? O dopodomani? E chiamami quando hai bisogno, magari ci si vede e ti faccio conoscere le mamme conosciute al corso pre parto, che una sa fare le unghie col gel e ci sistema tutte quante. Pensa che mia cugina, che ha appena partorito, ha un giardino enorme e mi chiede sempre di andare a trovarla.

Nemmeno ve ne accorgete, che tre giorni dopo siete in compagnia di altre 5 mamme all’assalto della casa della cugina, imbottite di manicaretti come un kamikaze di tritolo e vogliose di scambiare consigli su allattamento, svezzamento, pre asilo, asilo, post asilo e adolescenza. E poco importa se, tornando a casa, una single in carriera vi supererà sgommando sul suo tacco 12, voi siete mamme alla riscossa. Piene di armi e amiche in gamba come voi.

E poi, guardate! La single, per guardare divertita il vostro passeggino station wagon, sta entrando ai 100 all’ora nella pozzanghera di cioccolato fuori la gelateria!

Giulia Barucco – irmavep2002@libero.it