Mamme sull’orlo di una crisi di nervi: la suocera

Senza titolo copia 2Lo so lo so, non c’è bisogno che me lo diciate: pure io ho una suocera e pure io sono destinata a diventarlo, un giorno o l’altro.

Anche io sono stata pubblicamente umiliata durante le cene ad elevato tasso di parenti paterni: la Madre con la “M” maiuscola, incrollabile genitrice del pater familias, è nata per ricordare al genere umano che salute, bellezza, intelligenza, riflessi (che siano quelli muscolari o quelli tra i capelli) di vostro figlio vengono dal padre, e che tutta una serie di fattori che eravate sicure di possedere in egual misura… sono stati comunque ereditati dal padre.

No no, voi siete solo un grande utero che cammina e che serve a scarrozzare il fantastico agglomerato di geni paterni, non vi fate strane idee del tipo “il carattere bonaccione l’ha preso da me” oppure “ha un modo di gesticolare identico al mio”. Ma cosa state dicendo? Se avete qualche dubbio in proposito, fate quattro chiacchiere con vostra suocera e toglietevi ogni grillo.

Giuro che una volta la nonna di mio marito, guardando mia figlia correre in giardino, disse: “È proprio sveglia come lui!”. Beh? Io invece sarei vispa come una medusa spiaggiata? Manifesto forse il quoziente intellettivo di un flauto del Mulino Bianco? Inutile dire che commentai col marito tale uscita infelice, ed ancora più inutile aggiungere che lui liquidò la faccenda con un “Ma cosa vuoi, mi ha cresciuto lei e vede tutte le somiglianze a modo suo”. Cosaa? Allora qui perseveriamo con la storia del flauto, perché di tutte le risposte possibili l’unica giusta era “La nonnina è un po’ fuori di melone e non è proprio il caso di ascoltarla, bellissima moglie pregna di significati“.

E poi, eccola, l’epifania del divino. Ancora combattete contro la sua carbonara? Lasciate stare. Alzate bandiera bianca e cercate di arrivare all’unica verità possibile: avete perso. Siete e sarete sempre inferiori alla Suocera. Ed ora che siete arrivati al succo puro e vero dello scibile umano, usatelo a vostro vantaggio. Come fa lei la carbonara nessuno mai? Perfetto, avete un pensiero in meno. La pasta, se te la vuoi mangiare, amore, la trovi da mammà. Ed ecco che con una semplice mossa avete preso i famosi due piccioni per le ali: non dovete cucinare per cena (ci pensa la suocera ad imbandire metri di tavolate per figlio e nipote) e vi siete tolti di mezzo marito e figlio, così potrete sperimentate quei muffin vegani che state corteggiando da una settimana o bere l’aperitivo nel nuovo malfamato locale del vostro paese, toh, che c’è l’inaugurazione proprio stasera.

Ma quanto è brava la suocera, vostro figlio ci va taaaanto volentieri, quindi uno due tre pomeriggi me lo tieni tu, per favore? Io devo lavorare. Ma certo che vuole stare con te, non vede l’ora.

Nel caso in cui vostro figlio esibisse in uno sguardo vacuo in direzione del muro, tenetevi in tasca un muffin vegano da sventolare dietro l’orecchio della suocera, per rinvigorirne le attenzioni. Io la invito addirittura a pranzo con alcune amiche mamme, giuro. Lei taglia con amore l’involtino primavera a mia figlia e io posso digerire il mio sushi in modo cristiano, seduta sulla mia sedia invece di correre dietro alla bimba che vuole infilzare con le bacchette i bambini seduti ai tavoli altrui. Ancora rimpiango di non essermela portata al mare, dove ho passato quattro giorni con due mie amiche e la bestia alle prese con il mare, il sale del mare, le onde del mare, la sabbia, la spiaggia, la doccia ghiacciata della spiaggia, il chiosco con i Fonzies della spiaggia, i giochi e la calca turistica (vorrei aggiungere anche le bande svedesi che mia figlia ha seguito per chilometri, ma scommetto che non mi credereste). Quando mio marito è venuto a prenderci, avevo i boccoli dallo stress. Perdevo le sopracciglia a ciuffi.

Come si suol dire, tenetevi stretti gli amici, ma ancora più stretti i nemici. La suocera va coccolata esattamente come una cara amica, perché solo lei può passarvi la ricetta della carbonara che fa tanto impazzire il vostro amore, mica la Clerici. Solo lei può tenervi il figlio esibendo una resistenza da rave party, non certo la baby sitter liceale figlia di amici di vostra mamma che mette a tacere il vostro pargolo con chili di caramelle gommose mentre lei si ammazza di selfie sul vostro divano. Ogni scarrafone è indubbiamente bello a mamma sua, ma coi denti cariati…

Giulia Barucco – irmavep2002@libero.it