Imprinting umano: come gli adulti influenzano i bambini

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Come accade per mamma papera e i pulcini, o se preferite, per leonessa e leoncino, anche i bambini guardano, osservano e…copiano. E chi è il fulcro della loro attenzione? L’avete già indovinato, vero? Sì, siete proprio voi, si sì, proprio voi che adesso state leggendo. Siete la prima persona che vede appena apre gli occhi al mattino e, dunque, il focus della sua attenzione.

Si fida di voi come di nessun altro e dato che non mette in discussione i vostri comportamenti (almeno fino all’età della ragione) tutto ciò che fate, deve essere per forza il modo migliore di farlo, siete il suo mondo… Abbiamo voluto chiedere un parere a Marianna Pedron, psicologa dell’età evolutiva, specialista nei disturbi specifici dell’apprendimento. Marianna, ciao, benvenuta su ciaomamme.it. Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un video che mostra come l’atteggiamento dei genitori verso se stessi e verso gli altri, influisca sul comportamento del bambino; come una sorta di imprinting animale, è così? Il messaggio del video è chiaro: i bambini vedono e riproducono quanto hanno visto. E questo è vero sin dai primi mesi di vita del bambino nei quali apprende soprattutto attraverso l’imitazione degli adulti di riferimento, ovvero mamma e papà. Ma dare il buon esempio è fondamentale durante tutto il corso dello sviluppo, fino all’età adulta; come possiamo educare i nostri figli se poi noi siamo i primi a dare il cattivo esempio? Come possiamo dire a un bambino che non si dicono le parolacce quando poi è proprio da noi che le hanno sentite? I bambini vedono, i bambini fanno. Facciamo in modo da avere un’influenza positiva su di loro!

Il video punta molto sull’influenza negativa, perché spesso è quella più facilmente visibile. Ciò che ci chiediamo è: i bambini assorbono nello stesso modo comportamenti negativi e positivi o selezionano ciò che assorbono? Nei primi mesi di vita il bambino assorbe come una spugna tutto ciò che è presente nell’ambiente che lo circonda e non è in grado di discernere autonomamente comportamenti positivi da quelli negativi; starà poi all’adulto, inizialmente, scegliere per lui per poi guidarlo nella scelta via via sempre più autonoma. L’obiettivo finale è che il bambino, crescendo, introietti dentro di sè le figure genitoriali e i loro insegnamenti, di modo da averli sempre presenti come bagaglio personale.

L’ultima domanda che vogliamo farti riguarda gli adulti che possono influenzare il bambino. in base a quello che ci hai detto, i genitori sono come un filtro, ed è attraverso loro che il bambino sperimenta il mondo, dunque, immaginiamo per un attimo un incontro con gli amici di mamma e papà: il piccolo assorbirà i loro comportamenti perché li vede “accettati” dai genitori, o comunque la sua attenzione sarà verso il genitore stesso e fino a che età la loro attenzione è catalizzata dal genitore? Mi riferisco comunque sempre alle figure di riferimento primarie, quindi mamma in primis e papà. Riguardo all’età, come dicevo prima, fino all’età adulta il genitore è fonte di esempi per il figlio: ovviamente finchè è piccolo questa influenza è maggiore ma un buon atteggiamento è sempre preferibile. Una precisazione: con “buon atteggiamento” o “esempio” non intendo dire che il bambino deve crescere in un ambiente totalmente privo di momenti difficili o negativi; è necessario che il bambino veda la realtà nelle sue varie sfaccettature, capisca anche che è possibile sbagliare e poi rimediare. Ricordiamoci che una sana frustrazione è fondamentale per una buona crescita, affinchè il bambino sappia reagire a momenti negativi che incontrerà lungo il cammino.

Grazie Marianna! Per oggi abbiamo finito, a presto! Grazie a voi

E voi? Pensate di comportarvi nel modo giusto?
Elena Pollastro