Family photographer: Lisa Conti ci racconta le sue fotografie

family photographerParlando di fotografie, ci è venuto in mente il lavoro del family photographer, voi sapete di cosa stiamo parlando? Fotografie sgranate, sfocate, selfie, scatti con il telefono : siete davvero sicuri di voler ricordare i momenti più belli della vostra vita in questo modo?

Oggi siamo abituati ad avere una “macchina fotografica” sempre a portata di mano, il telefono, e la qualità della fotografia è decisamente aumentata, ma quello che forse ci dimentichiamo è che una fotografia è molto di più di un filtro di Instagram. Ci rendiamo conto della differenza tra il lavoro di un fotografo e quello di un non-fotografo dalla nostra reazione all’immagine: le fotografie di un professionista ci restano in mente, ci emozionano fino a farci venire i brividi, a volte ci fanno scendere una lacrima.

Immaginatevi tra venti, trent’anni: durante i pranzi e le cene di famiglia le fotografie escono dagli album di famiglia quasi quanto il vino dalle bottiglie, e voi mostrerete orgogliosi le fotografie… fatte con il vostro cellulare? I tanti momenti di ordinaria follia della vostra giornata di genitori, devono davvero restare nella storia solo attraverso gli scatti affrettati fatti con un cellulare?

E poi c’è un altro aspetto che forse state dimenticando: voi.

Dove sarete voi “fotografi” in quell’immagine? Tenterete un autoscatto preparando la vostra espressione migliore nei 10 secondi di tempo che avete prima del click? Per catturare un’immagine emozionante, serve attenzione, comodità, serve immortalare quella naturalezza che è tipica di un gesto spontaneo. Difficile essere naturali quando dovete preoccuparvi di mettervi in posa di fronte all’obiettivo.

Noi siamo convinti che per fotografare un momento magico serva un po’ di magia, e abbiamo trovato una family photographer che fa al caso vostro, Lisa Conti e il suo fotodisapone.com !

Lisa Conti, family photographer, ci racconta le sue fotografie

Ciao Lisa, sei una fotografa professionista e i tuoi lavori parlano da soli della tua bravura, complimenti! Raccontaci qualcosa di più… Come hai iniziato la tua carriera?5C6B4916
Ciao. Forse “carriera” è una parola grossa, per ora: di sicuro una forte ambizione. Ho iniziato alcuni anni fa quando una strana combinazione di eventi mi ha spinto a prendere la decisione di lasciare il mio vecchio lavoro: da lì, il salto. Fotografavo da anni come tanti, avevo una reflex ma non avevo le idee chiare su cosa famene esattamente. Ho iniziato, un po’ più seriamente, la formazione e la pratica in uno dei settori più difficoltosi, anche se allora non ne ero cosciente: la fotografia di scena, danza e teatro. Muoversi al buio, fotografare il movimento su un palco a luci basse, cercando di non disturbare il pubblico.. bhè, insegna molto. Mi sono presa un anno per studiare: corsi e workshop, ma non solo di fotografia, anche postproduzione, web, comunicazione.. Desideravo avere competenze il più possibile ad ampio raggio.

Sei una family photographer, come mai hai deciso di dedicarti alla famiglia?

Banalmente, ho cercato qualcosa che mi affascinasse davvero. Mi piacciono le geometrie e le proporzioni, ed ero affscinata da quei pancioni così tondi e armonici che scombussolano completamente il corpo di una donna dandogli un nuovo equilibrio e un’inaspettata bellezza. E poi avevo un ricordo chiaro di alcune foto della mia famiglia ai primordi: sono nata nel 1977, non esiste una sola immagine di mia madre incinta, perchè a quei tempi era quasi un qualcosa da nascondere. Esistono però le fotografie mie e di mio fratello da piccoli: sono stampate e tangibili (ingiallite, consumate e inarcate, ma su carta!), e ritengo che siano oggetti preziosi perchè sono poche! Poche perchè qualcuno in quel preciso momento ha deciso di scattare una foto, non l’ha scattata solo perchè aveva uno smartphone in mano.. Ecco, io mi faccio carico di questa decisione speciale, un figlio nel pensiero di un genitore, che potrà diventare un ricordo commovente tra qualche anno.

Spesso si sceglie un fotografo professionista per un matrimonio, una laurea, un battesimo, ma quanti, oggi, lo scelgono per immortalare l’importanza di ciò che sono: una famiglia.

Per fortuna, e per la fortuna di tanti bambini che diventeranno adulti, sempre di più. La tendenza arriva dagli Stati Uniti e si sta diffondendo anche in Europa. Questo è un bene perchè oltre a consolidare i ricordi, a mio avviso rafforza anche la coscienza dell’importanza delle immagini.
Inizio a fotografare i bambini dai primissimi giorni di vita: i neonati vengono immortalati entro i primi 15 giorni. E’ incredibile come la trasformazione sia rapida, indescrivibile quanta emozione susciti negli occhi dei genitori un’immagine del proprio bimbo a 10 giorni di vita. Non centinaia di immagini, ne basta anche solo una, ma ben fatta.

Perchè, secondo te, bisognerebbe scegliere un family photographer per raccontare un momento magico? Siamo sicure che tanti nostri lettori e lettrici siano fotografi-fai-da-te… Ti capita di trovare persone a disagio di fronte all’obiettivo? E i bambini, come reagiscono?
Qui apri un capitolo che si potrebbe prestare a ore di conversazione. Innanzitutto perchè la fotografia è un lavoro, una professione per cui ci si deve preparare, studiare, e studiare. Aggiungerei anche che non solo ci si dovrebbe rivolgere ad un fotografo professionista, ma ad un professionista del settore. Solo lui saprà comportarsi nel modo adeguato con un neonato, saprà consigliarvi a quanti mesi è meglio realizzare determinate foto e come gestire i bambini durante il set. Il mio studio è attrezzato ad hoc (non ti dico cos’ho appena fatto installare…) e prima del servizio devo conoscere i dettagli più importanti. Con i bambini il tempo a disposizione è davvero minimo: spesso meno di mezz’ora di attenzione, e in quella mezz’ora il professionista DEVE realizzare il lavoro, perchè sa cosa raccontare prima di scattare. Per i bambini deve essere un gioco (e più spesso lo diventa per i genitori..), niente pose o sorrisi forzati. Adulti a disagio sì, ci sono, perchè a differenza dei bambini noi “grandi” ci preoccupiamo delle consegueze, di “come” verrà la foto, di quale espressione studiata a casa dobbiamo assumere.. ecco, una volta che si dimenticano questa cosa, interviene la spontaneità..

Ti è mai capitato di ricevere richieste da famiglie fuori dall’idea classica di famiglia? Mamme o papà single, coppie gay, nonni.
Sì, spesso, e lo trovo straordinario! Dalle famiglie allargate, a quelle riassestate fino alla partecipazione degli amici a quattro zampe..
Trovo che l’idea di famiglia sia un concetto che comprende, oggi, davvero molte sfaccettature. Sono felicissima di esserne una testimone marginale.

Prima di salutarci, ti facciamo un’ultima domanda: qual è l’aspetto più divertente del lavoro di una family photographer?
La cosa più divertente in assoluto è studiare i set trovando nuove idee! Pensare nuove pose, nuovi schemi di luce, e nuovi giochi per distrarre i bambini..
Un’altra cosa che amo è la scelta delle foto, decidere quali presentare e quali scartare: credo sia una grande responsabilità, e una delle condizioni fondamentali di questo lavoro, il coraggio di scartare!

Grazie Lisa, ti ringraziamo per essere stata con noi oggi e a tutti voi ricordiamo che per contattare Lisa Conti, vi basterà seguire queste coordinate:
www.fotodisapone.com
pagina FB: PalestraDigitale
email: lisa@fotodisapone.comfamily photographer

Elena Pollastro