Episiotomia: di cosa si tratta e quando viene effettuata?

episiotomia

L’episiotomia è un intervento ostetrico praticato durante il parto (con precisione alla fine del periodo espulsivo) sul perineo, lateralmente o perpendicolarmente alla vagina, in modo da evitare possibili lacerazioni irregolari poi più difficili da curare.

L’intervento consiste nel sezionare con una forbice retta la cute, la mucosa vaginale ed il piano muscolare sottostante facilitando così il passaggio della testa del bambino. L’operazione può essere praticata ricorrendo a un anestetico, ma non c’è necessità nel caso in cui venisse effettuata durante una spinta. Dopo il parto viene praticata la ricostruzione dei tessuti muscolari e cutanei mediante una sutura.

Nei giorni successivi può capitare di sentire qualche dolore: si può ad esempio fare attenzione mentre ci si siede, usando una ciambella. Per favorire la cicatrizzazione è utile lavarsi spesso (anche perché le perdite post partum sono piuttosto abbondanti) usando il bidet al posto della carta igienica dopo aver urinato e facendo ricorso a prodotti specifici ad azione disinfettante.

Terminato il puerperio, ovvero i 40 giorni trascorsi dal parto, si possono riprendere i rapporti sessuali, anche se all’inizio si può sentire dolore per via della fragilità del pavimento pelvico. Si possono eseguire degli esercizi per la riabilitazione del pavimento pelvico e tutto si risolve.

Per prevenire l’episiotomia sono molto utili degli esercizi di rafforzamento del perineo facendo dei massaggi regolari a partire dalla 34esima settimana di gestazione con l’olio di mandorla.