Epidurale addio: il “gas esilarante” arriva anche in sala parto!

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In sala parto arriva l’uso di un gas che potremmo definire “gas esilarante”, un’alternativa all’epidurale per gestire meglio il dolore.

La gravidanza è un momento splendido, ma il momento del parto, a volte, fa un po’ paura. Già il termine “travaglio”, di per sè, la dice lunga e caratterizza questo momento come uno non particolarmente sublime. Sarà per questo motivo che molti ospedali stanno proponendo l’uso di gas esilaranti medicali in sala parto?

Si tratta in realtà di una miscela di gas medicali che noi per semplicità chiameremo gas esilarante, (il suo nome tecnico è protossido di azoto), e sembra essere la nuova frontiera della “lotta” al dolore in sala parto: il gas agisce come un analgesico e dato che ha effetti anche come ansiolitico, i benefici sono duplici, da una parte sentirete meno dolore e dall’altra sarete più rilassate. In più permette notevole possibilità di movimento e quindi potrete adottarlo anche se scegliete il parto in acqua.

Gas esilarante ed epidurale a confronto

Gli ospedali che hanno già testato il “gas esilarante” lo considerano sicuro ed efficace sia per la mamma sia per il feto. Gli effetti collaterali possono essere nausea e stordimento, ma dato che è la mamma stessa a decidere quando e quanto aprire la valvola che rilascia il gas, gli effetti possono variare molto a seconda della quantità che si inala.

Altro fattore da valutare è la lunghezza del travaglio: chi di voi ha già partorito ed è alla seconda gravidanza, sa che il travaglio può durare anche per parecchio tempo, con il risultato che, una volta arrivate alla fase espulsiva, ormai le energie sono esaurite e la forza di spingere se n’è andata. Sto pensando, ad esempio, ad alcune amiche che mi hanno raccontato di ostetriche arrampicate sui pancioni per aiutarle a far uscire il pupo e se è capitato anche a voi, sapete che ringrazierete sempre quella mano santa che vi ha aiutato quando ormai eravate quasi all’incoscienza. Arrivare al momento della spinta finale con più energia perchè avete sopportato meno dolore, direi che è assolutamente una nota positiva a vantaggio del gas esilarante.

Parlando di epidurale, invece, facciamo riferimento a un’anestesia che prevede una puntura nella colonna vertebrale. Molte non sopportano gli aghi, hanno difetti di coagulazione, hanno problemi alla colonna vertebrale e per questo l’epidurale potrebbe essere una soluzione scartata a priori.

Che dire, mamme che non possono o non vogliono l’epidurale, c’è speranza anche per voi!

In Inghilterra la pratica è ormai ben collaudata, ma si sta diffondendo anche in Italia. Non tutti gli ospedali italiani lo propongono, quindi il mio consiglio è di chiedere al vostro medico se l’ospedale in cui partorirete usa questa tecnica, potreste avere una bella sorpresa!

Elena Pollastro