Cosa posso mangiare in gravidanza? I cibi da evitare se sei incinta

Ok, sei incinta. E magari è anche la tua prima gravidanza. Hai appena posato il tuo bel test di gravidanza positivo e, nonostante il subbuglio di emozioni nello stomaco, hai già un languorino. Stai per prendere il tuo stuzzichino preferito dal frigorifero quando ti blocchi, e una domanda comincia a martellare nella tua testa:

Cosa posso mangiare in gravidanza?

Ok, niente panico. È vero, in gravidanza bisogna fare particolarmente attenzione a cosa si mangia per tre principali motivi:

  • se non sei immune alla toxoplasmosi, rischi di prenderla proprio attraverso alcune tipologie di alimenti (se ancora non lo sai tranquilla, il toxo test è il primo tra gli esami raccomandati e passati dal Sistema Sanitario Nazionale che si fanno in gravidanza);
  • se per colpa di un particolare alimento ti becchi un’intossicazione o un qualsiasi disturbo legato alla digestione, non potrai prendere medicinali che ti allevino il dolore e i sintomi (e non è piacevole);
  • è importante non prendere troppo peso, e non solo per evitare di ritrovarsi fuori forma dopo il parto ma anche e soprattutto per il bene e la salute del bambino.

Porsi dunque la domanda “Cosa posso mangiare in gravidanza? è assolutamente normale e anche giusto. La prima raccomandazione che ti facciamo è di non fidarti ciecamente dei consigli degli amici o delle vecchie e dannose credenze popolari, prima tra tutte quella che recita “in gravidanza bisogna mangiare per due”. Anche no (a meno che dopo il parto tu non voglia anche pesare per due…)!

Me vediamo nel dettaglio quali sono le domande che ci si pone nello specifico quando ci si siede a tavola col pancione.

SOMMARIO

  1. Formaggi da evitare in gravidanza: quali sono?
  2. Posso mangiare sushi in gravidanza? I consigli dei medici
  3. Crostacei e frutti di mare in gravidanza: posso mangiarli?
  4. Salmone in gravidanza: si o no?

1. Formaggi da evitare in gravidanza: quali sono?

Formaggi da evitare in gravidanzaQuando ti mettono in guardia sui formaggi in gravidanza, è per salvaguardarti da un rischio specifico, quello della listeriosi, un’infezione causata da un batterio, Listeria monocytogenes, a cui il corpo reagisce, nella maggior parte dei casi, con un po’ di febbre ed episodi di vomito e diarrea che scompaiono dopo tre giorni senza bisogno di nessun trattamento. Ma in gravidanza la listeriosi potrebbe anche indurre un aborto spontaneo o un parto prematuro. Inoltre, anche se in rarissimi casi, possono insorgere complicanze particolarmente gravi come la meningite.

Cosa fare per evitare la listeriosi? Quali formaggi evitare in gravidanza? Sicuramente, se sei incinta è meglio se stai lontana da formaggi molli maturali con le muffe, più umidi e meno acidi rispetto ai formaggi stagionati e quindi dimora ideale per batteri pericolosi.

Quindi sono da evitare in gravidanza formaggi come

  • brie
  • camembert
  • gorgonzola
  • Roquefort
  • taleggio
  • feta di latte non pastorizzato
  • fontina

Tuttavia, non tutti i formaggi molli sono da demonizzare! Se sei certa che quello che hai davanti è un formaggio prodotto con latte pastorizzato allora puoi mangiarlo perché le elevate temperature uccidono i batteri. Quindi sì, in gravidanza puoi mangiare formaggi come

  • fiocchi di latte (fanno anche bene alla linea!)
  • mozzarella di latte pastorizzato
  • robiola
  • crescenza
  • feta di latte pastorizzato
  • formaggio spalmabile
  • paneer
  • ricotta
  • toma
  • caprino
  • scamorza
  • caciotta
  • halloumi
  • la maggior parte dei formaggi di capra (tranne quelli di tipo chèvre)

Per il resto sbagliare è difficile: se il formaggio che vuoi mangiare si presenta “duro” al tatto ed è quindi stagionato, hai il via libera. Questo perché significa che contiene poca acqua e non rappresenta dunque un ambiente adatto alla proliferazione dei batteri, indipendentemente dal fatto che la materia prima utilizzata sia latte crudo, termizzato o pastorizzato. Quindi tranquilla: in gravidanza si possono mangiare tutti i formaggi stagionati! Quindi sì, in gravidanza puoi mangiare:

  • Parmigiano Reggiano
  • pecorino romano e toscano
  • Grana Padano
  • Emmenthal
  • provolone

Ovviamente per gli stessi motivi di cui sopra, in gravidanza non si può bere latte crudo appena munto o acquistato nei distributori automatici, e tutti i prodotti alimentari che lo contengono. Ma via libera a latte pastorizzato, UHT di mucca, capra e pecora!

Se hai scoperto tardi di essere incinta e hai paura di poter aver contratto la listeriosi per aver mangiato formaggi da evitare in gravidanza, puoi sottoporti a un semplice esame del sangue. Chiedi al tuo medico di prescrivertelo e niente panico: con gli antibiotici è possibile prevenire eventuali infezioni.

2. Posso mangiare sushi in gravidanza?

Una delle prime cose che ti chiedi dopo “Cosa posso mangiare in gravidanza” è “Fermi tutti: posso mangiare sushi in gravidanza?”. Ormai i ristoranti giapponesi spuntano come funghi a ogni angolo della strada, ingolosendoci con profumi invitanti e prezzi sempre più allettanti e alla portata di tutti.

CSi può mangiare sushi in gravidanzahiariamolo subito: se è la toxoplasmosi che temi quando pensi all’accoppiata sushigravidanza lascia perdere. Perché non c’è alcuna possibilità che un pesce possa essere portatore del temuto protozoo che vive nell’intestino dei gatti! Quindi no: con il sushi non rischi di prendere la toxoplasmosi.

I rischi legati al pesce crudo (e quindi al sushi) in gravidanza sono più che altro legati ad altre tipologie di parassiti microscopici ma pericolosi che si annidano nei pesci di mare e di lago, primo tra tutti l’Anisakis. Questo parassita non è pericoloso per il bambino, ma può provocare scompesi e disturbi alla madre. Insomma, niente di irreparabile ma certo non è piacevole star male in gravidanza, no?

La buona notizia è che per eliminare qualsiasi rischio basta cuocere bene il pesce. “E allora come la mettiamo con il sushi in gravidanza, considerando che il pesce è crudo?” chiederai tu. Ci stavamo arrivando! C’è un altro metodo, oltre alla cottura, con cui eliminare ogni traccia di Anisakis dal pesce crudo: l’abbattimento. Basta infatti conservare il pesce a una temperatura inferiore ai -20° per almeno 24 ore e qualsiasi microorganismo patogeno al suo interno verrà totalmente eliminato!

Quindi sì: sushi e pesce crudo in gravidanza si possono mangiare se prima il pesce viene abbattuto. Puoi farlo anche in casa, usando il tuo freezer. In questo caso, però, dovrai tenere il pesce crudo in freezer per almeno 96 ore prima di mangiarlo.

I ristoranti sono obbligati ad abbattere il pesce fresco prima di servirlo, quindi, se il ristorante giapponese in cui vorresti farti una bella scofanata di sushi in gravidanza ti sembra affidabile, non farti problemi e goditi la tua cena.

P.S. Se non conosci il ristorante in questione o hai qualche dubbio, sappi che nella maggior parte dei menù dei ristoranti giapponesi potrai trovare dei buonissimi maki preparati con il salmone cotto, i miura maki!

3. Crostacei e frutti di mare in gravidanza: posso mangiarli?

Crostacei e frutti di mare in gravidanzaI crostacei e i frutti di mare in gravidanza sono da inserire tra i grandi veti che ci renderanno i 9 mesi d’attesa meno sopportabili? Non è detto.

Quando si tratta, in generale, di mangiare pesce in gravidanza, bisogna fare particolarmente attenzione a quei pesci, come tonno, sgombro, orate grandi o pesce spada, che si ritrovano ai vertici della catena alimentare. Quelli, cioè, che si nutrono di altri pesci. Il pericolo è che contengano dosi particolarmente più elevate (rispetto agli altri pesci) di mercurio. Naturalmente un singolo pasto a base di tonno non dà alcun problema poiché la dose di mercurio che verrebbe ingerita dalla neo-mamma sarebbe davvero esigua: l’importante è, come sempre, non esagerare. Il Ministero della Salute consiglia in particolare di non eccedere i 250 grammi a settimana di questa tipologia di pesci, soglia che si abbassa a 50 grammi a settimana per il tonno in scatola.

Ma le posizioni dei medici riguardo al consumo di crostacei e frutti di mare in gravidanza sono più discordanti. Tutti sono concordi su un punto fondamentale, che vale in gravidanza così come in allattamento ma anche in tutti gli altri momenti della vita: crostacei e frutti di mare andrebbero consumati previa cottura. Quindi un NO deciso a crostacei e frutti di mare in gravidanza se crudi.

Le possibili conseguenze del consumo di crostacei e frutti di mare crudi?

  • L’epatite A, un virus che colpisce il fegato che si trova in varie materie organiche che vengono in contatto con cozze, ostriche e vongole, soprattutto quando vengono pescate in mari particolarmente inquinati.
  • Mangiando frutti di mare in gravidanza si può entrare in contatto anche con il Norovirus e con altri virus simili che provocano fastidiose malattie gastro-intestinali che, se non rappresentano un rischio per il feto, sono comunque particolarmente noiose in gravidanza, soprattutto perché la futura mamma non può assumere medicinali.
  • Anche la listeriosi è tra le malattie che possono colpire chi si nutre di crostacei e frutti di mare in gravidanza, e in particolare nel terzo trimestre. Il problema della listeriosi è che si tratta di un batterio resistente anche al congelamento (quindi no, in questi casi affidarsi a un ristorante che utilizza l’abbattitore non rappresenta una garanzia) e, soprattutto, che si può facilmente confondere con una comune influenza (dà febbre e sintomi simili a quelli di un virus gastrointestinale) ma in realtà mette a rischio la vita del feto e può provocare al neonato problemi respiratori e meningite.
  • Il consumo di frutti di mare in gravidanza, poi, può portare a contrarre la salmonellosi, una malattia dai sintomi molto simili a un virus gastrointestinale che però, trasmessa al feto attraverso la placenta, può portare a gravi conseguenze.

Quali crostacei, molluschi e frutti di mare si possono consumare in gravidanza dunque?

  • il riccio di mare, una specie che vive solo in acque pulite e non inquinate;
  • gamberi ed aragoste ben cotti: sono ricchi di proteine e minerali ma poveri di grassi e semplici da digerire; 
  • alici, sarde e acciughe in gravidanza fanno benissimo perché ricche di omega 3;.
  • il pesce bianco è perfetto per chi deve tenere d’occhio la linea perché è molto magro;
  • seppie, polipi e calamari ben cotti: sono particolarmente ricchi di calcio!

4. Salmone in gravidanza: sì o no?

Salmone in gravidanzaLo abbiamo visto sopra: mangiare pesce in gravidanza non solo è consentito (con le dovute eccezioni) ma è anche consigliato: il pesce è ricco di proteine e di omega 3 ma povero di grassi saturi e quindi amico della linea. C’è un pesce in particolare, che piace praticamente a tutti: il salmone. E così, quando scopri di essere incinta, la domanda sorge spontanea: si può mangiare il salmone in gravidanza?

La risposta è, ancora una volta, “dipende”. Sì perché il salmone viene venduto sotto varie forme, non tutte sicure allo stesso modo: c’è il crudo venduto congelato o decongelato, c’è il salmone fresco, c’è il salmone affumicato ed esiste anche il salmone in scatola.

Partiamo dalla prima grande paura delle donne in dolce attesa: mangiare salmone in gravidanza è a rischio toxoplasmosi? Il collegamento tra salmone e toxoplasmosi non è diretto perché i pesci non ospitano il parassita Toxoplasma gondii. L’unico modo in cui potrebbe avvenire un contatto tra il salmone e il parassita è che quest’ultimo contamini il salmone dopo la pesca per contaminazione crociata (es. inserendo nello stesso contenitore il salmone “sano” insieme a una verdura che contenga il batterio) e via oro fecale. Un’ipotesi decisamente improbabile che diventa lontanamento pericolosa solo nel caso, a contaminazione avvenuta, il salmone venga poi consumato dalla donna incinta crudo e senza un passaggio in abbattitore.

Esistono tuttavia altre tipologie di patogeni nocivi che potrebbero entrare in contatto con questo pesce dopo la pesca (Salmonelle, Coliformi, Stafilococchi, Botulino, Anisakis) per cui, in generale, il salmone crudo in gravidanza è da evitare.

Consumare salmone crudo in gravidanza è sconsigliato anche e soprattutto per il rischio di listeria. La listeria, a differenza del Toxoplasma gondii, ha molte più probabilità di contagiare il salmone: può essere presente nell’acqua dell’allevamento, può essere la conseguenza di una scorretta macellazione o entrare in contatto con il pesce durante le fasi di stoccaggio e conservazione.

Tra l’altro, a differenza del batterio che provoca la toxoplasmosi, la listeria è in grado di resistere addirittura al congelamento e al processo di affumicazione. Quindi NO al salmone affumicato in gravidanza! E attenzione anche a quello cotto se viene conservato per più di 24 ore in frigorifero entrando così in contatto con altri alimenti crudi.

Se vuoi continuare a mangiare salmone in gravidanza segui queste poche, semplici regole: 

  1. Scegli salmone fresco pescato (è più nutriente), ma se lo trovi solo allevato assicurati che provenga da allevamenti certificati;
  2. consumalo ben cotto, anche se è stato precedentemente in abbattitore o in freezer;
  3. quando acquisti salmone crudo da cucinare, non lasciarlo per più di 24 ore in frigorifero e cerca di mantenerlo fresco anche durante il tragitto supermercato-casa utilizzando una borsa frigo;
  4. non ri-congelare mai un salmone precedentemente scongelato;
  5. non consumare salmone affumincato o in scatola se hai riscontrato intolleranze o reazioni all’istamina;
  6. evitata che il salmone entri in contatto con verdura cruda non lavata (es. in un piatto da portata al ristorante).