Coliche neonati: come riconoscerle e come combatterle

Coliche-gassose-nel-neonato-cosa-fare-per-farle-passare

Il 30% dei neonati soffre di coliche, un disturbo “benigno” destinato a scomparire entro il 4° mese di vita che può sconvolgere la vita quotidiana di mamma e papà. Già perché un neonato che soffre di coliche piange disperato anche per ore, e il suo è un pianto che pare quasi inconsolabile.

A volte le coliche di un bebè possono incidere fortemente sul benessere psico-fisico… dei genitori! Notti insonni, interi pomeriggi passati con un neonato urlante tra le braccia, con la terribile sensazione di essere dei cattivi genitori incapaci di consolare il proprio bambino.

In particolare, pare che “le madri spesso tendono a ingigantire il problema” spiega a Repubblica.it Francesco Savino del Dipartimento di Pediatria 1 dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino ” se il medico tende a sminuirlo o ignorarlo si mette a rischio la fiducia del rapporto medico e paziente. La conseguenza poi, è che spesso i genitori decidono di far da soli, con rimedi fai da te, o ricorrendo impropriamente al pronto soccorso“.

Per capire se il nostro bebè soffre di coliche basta seguire la regola del 3:

  • se il pianto inconsolabile del piccolo dura più di 3 ore al giorno
  • con una frequenza di almeno 3 giorni a settimana
  • per almeno 3 settimane consecutive

allora si può parlare di coliche. “Normalmente le crisi, spontanee e imprevedibili, iniziano alla stessa ora ogni giorno e sono più frequenti nel tardo pomeriggio e nelle prime ore della notte”, aggiunge Savino. 

Appurato che si tratta di coliche, che fare? “La terapia farmacologica, che agisce sulla motilità e sensibilità intestinale, andrebbe limitata solo ai casi strettamente necessari e contenuta nel tempo” chiarisce il pediatra “ma ci sono alcuni accorgimenti che i genitori possono prendere per contrastare le coliche infantili. Per esempio andrebbero evitati i pasti troppo abbondanti o molto frequenti, e nei neonati va sempre incoraggiata la prosecuzione dell’allattamento materno. Eventualmente si può suggerire alla mamma di escludere dalla dieta cibi ad alta potenzialità allergenica (soprattutto latte e derivati). Se dopo almeno due settimane di dieta materna ipoallergenica, attentamente monitorata in modo da assicurare un adeguato apporto di vitamine e minerali, si sono osservati miglioramenti clinici, allora è il caso di continuare così. Per i neonati allattati artificialmente, invece, sono disponibili apposite formule di latte artificiale ipoallergeniche”.

In più un leggero massaggio al pancino non può che giovare al vostro bambino. E per quanto riguarda la somministrazione di probiotici (Lactobacillus reuteri)? “Ci sono studi che suggeriscono come l’alterazione dell’ambiente microbico nei bambini affetti da coliche potrebbe determinare una disregolazione della funzione motoria intestinale e un aumento della produzione di gas” spiega Savino. Somministrando precocemente i probiotici al bebè, non solo migliora i sintomi clinici delle coliche ma abbassa le probabilità che il piccolo sviluppi disturbi di natura allergica in età pediatrica.