Ciao Mamme (blogger): intervista a Valeria di Robedamamma

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Per la nostra rubrica Ciao Mamme (blogger) oggi intervistiamo Valeria, autrice del blog Robedamamma.

Partiamo dall’inizio: come è nata l’idea di aprire un blog?
Quando sono diventata mamma ho vissuto un momento di confusione piuttosto profonda. Un nuovo ruolo con cui fare i conti, il mio lavoro storico appena perso e la mancanza di passione verso le cose della vita che amavo da sempre mi hanno gettata in uno stato di apatia in cui non mi riconoscevo. Volevo conciliare la mia nuova me con quella vecchia. Soprattutto volevo che scrivere tornasse ad essere una priorità. La scelta era tra una moleskine e un blog. Ho scelto il secondo e, col senno di poi, devo dire che mi pare di aver fatto pure bene!

Dove e a chi vuoi arrivare scrivendo sul tuo blog?
All’inizio volevo arrivare a me stessa, prima di tutto. Volevo cercare di capirmi un po’ di più e mettermi alla prova. Sfidarmi un po’, insomma. Se posso essere sincera non mi pongo traguardi di nessun tipo. Scrivo e sono felice se qualcuno (tanti o pochi non importa) mi legge e si prende la briga pure di dirmi la sua. Mi pare già molto. Se però devo darmi un obiettivo ecco, credo che “condivisione” sia la parola giusta.

Quanto tempo dedichi al tuo blog durante la settimana?
Diciamo che gli dedico del tempo ogni giorno. Per scrivere, rispondere ai commenti sul blog e sui social. Lo faccio perché mi piace, senza nessun tipo di obbligo. Se un giorno non sento la necessità di scrivere semplicemente non lo faccio. Forse per questo devo dire che, a distanza di tre anni, non mi è mai pesato avere un blog. Le volte che mi sono ritrovata a scrivere alle due di notte l’ho fatto perché ne sentivo il desiderio. Lo stesso vale per le volte in cui non ho scritto per giorni.

Hai mai pensato di mollare?
Non è un suggerimento, vero? Scherzi a parte, no. Poco tempo fa mi hanno chiesto cosa farò quando non avrò più nulla da scrivere. Onestamente non lo vivo come un problema. Il giorno in cui sentirò che questa esperienza è arrivata al capolinea, che mi pesa o non mi fa più stare bene come è stato fino ad ora, semplicemente saluterò. Dirò grazie a chi mi è stato accanto e continuerò su un’altra strada senza alcun rimpianto.

Hai inserito inserzioni o post sponsorizzati?
Mi capita di scrivere post sponsorizzati o pubblicare banner pubblicitari. Lo faccio in tutta tranquillità (e spero trasparenza per i lettori) senza farmi problemi a dire di no. Se un prodotto mi interessa lo testo e se mi piace ne parlo volentieri. Altrimenti dico “no, grazie” senza alcuna remora.

Riesci a vivere di questo?
Decisamente no. E da un lato non è affatto un male. Non avere alcuna ansia nei confronti delle entrate mi dà la libertà di accettare solo le proposte che realmente m’interessano.

Cosa ne pensa la tua famiglia del tuo blog?
Mio marito mi aiuta e mi incoraggia. Le foto sul blog (quelle belle, eh) sono opera sua. La Marmocchia per ora è molto felice delle attività legate al blog in cui la coinvolgo. Un po’ meno del tempo che passo a pc, eh!

Qual è il post più letto in assoluto?
Ho bisogno di credere”, un post che ho scritto dopo la scomparsa del papà (giovanissimo) di un nostro amichetto. Il calore che si è raccolto attorno a quelle parole mi ha fatto capire che un blog può essere davvero un modo incredibile di porgersi la mano l’un l’altro in maniera molto più che concreta.

Qual è il post che vorresti fosse il più letto?
C’è un post che ho scritto di getto e, sebbene sia stata tentata più volte di correggere le molte imperfezioni stilistiche, ho deciso di lasciarlo esattamente così come l’ho scritto la prima volta. S’intitola “La tua prima fan”. Ho amato molto scriverlo e confesso che spesso vado a rileggermelo. E tutte le volte finisce che mi commuovo da sola. Vabbè, me la canto e me la suono, eh!

Commenti negativi: come ti comporti? Li blocchi, li pubblichi, li ignori, rispondi per le rime?
I commenti negativi sono ben accetti sul mio blog, purché rispettosi e con toni educati. Devo dire che mi è capitato una sola volta di essere veramente attaccata in maniera maleducata. Ho “censurato” soltanto i commenti che contenevano un linguaggio secondo me non appropriato al mio blog (a nessun tipo di conversazione veramente). Ho informato gli utenti del motivo per cui non avrei pubblicato le loro parole e che, se lo ritenevano, potevano lasciare un nuovo commento rispettando le regole di una conversazione civile.
Fuori da quell’episodio ha sempre regnato il libero e rispettoso scambio di opinioni.
Io però mi ritengo fortunata. Leggo a volte su altri blog toni davvero inqualificabili e mi dispiace molto. Credo sia piuttosto vile farsi scudo dell’anonimato per dar sfogo alle proprie frustrazioni. Perché poi, dai, di questo si parla, no?

Per finire, dai alle nostre lettrici 3 buoni motivi per leggerti!
Mah, tre mi sembrano un po’ tantini! Ve ne do uno che per me è molto importante. Perché sul blog sono come per strada: parlo, penso, ascolto e rido nella stessa identica maniera. Che poi, a pensarci bene, magari non è nemmeno tanto una bella garanzia, eh!

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