Amniocentesi addio: ora basta un semplice esame del sangue!

Vi abbiamo raccontato tutto quello che c’è da sapere sull’amniocentesi, quel prelievo di liquido amniotico effettuato soprattutto sulle cosiddette “primipare attempate” e, in generale, sulle gravide non più giovanissime, per individuare eventuali malformazioni del feto e malattie  come la sindrome di Down.

Un esame abbastanza invasivo e molto temuto poiché prevede un rischio seppur minimo per il feto. Un esame al quale diverse donne, se potessero, eviterebbero volentieri di sottoporsi.

E forse da oggi sarà possibile grazie a un nuovissimo test che potrebbe sostituire l’amniocentesi negli esami prenatali di routine. Si tratta di un semplicissimo esame del sangue, un prelievo che individua, attraverso la presenza di cellule fetali circolanti, possibili anomalie, difetti genetici o malformazioni.

Il macchinario ideato per eseguire il test è stato inventato da un nostro connazionale, il pugliese Gianni Medoro, aiutato dal collega Nicolò Manaresi. Sono 30 i macchinari attivi nel mondo, di cui 8 in Italia, anche se per il momento verranno utilizzati solo per le sperimentazioni. Nel giro di 2 anni, però, il biomarcatore necessario per individuare i difetti congeniti delle patologie per cui prima era necessaria l’amniocentesi, sarà pronto, e il test entrerà a far parte degli esami di routine.

Il test sarà in grado di individuare 85 malattie genetiche e potrà essere effettuato sulla gravida già a partire dalla decima settimana di gravidanza.