Allattamento: perché è importante il latte materno?

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Mito, leggenda o storia vera, il latte è simbolo di vita e nutrizione. Il mito narra di Zeus allattato da una capra per sfuggire all’odio paterno di Chronos, di Paride e Atalanta alimentati da un’orsa, di gocce di latte della dea Era fuggite nel cielo a formare la via lattea. La leggenda e l’arte raccontano dei due fratelli (Romolo e Remo) allevati da una lupa.

La storia vera ci offre questo dato: nel 2012 solo il 39% dei bambini a livello mondiale di età inferiore ai sei mesi è stato allattato esclusivamente al seno. Questo è il dato riportato nel rapporto “Bambini e adolescenti tra nutrizione e malnutrizione” pubblicato dall’ Istat e Unicef nel novembre 2013. Lo stesso rapporto segnala il miglior risultato italiano: dal 2000 al 2005 l’81,4% delle donne ha allattato al seno. In aumento anche il periodo di allattamento: da 6,2 mesi a 7,3 mesi. Più propense ad allattare sono le madri con titolo di studio elevato: hanno allattato di più (84,3% nel 2005) e per un periodo più lungo (7,6 mesi).

Ma perchè il latte materno è così importante?

Il rapporto suggerisce due ragioni:

  • La probabilità di sopravvivere durante i primi sei mesi di vita è 14 volte più alta per I bambini allattati esclusivamente al seno rispetto agli altri bambini.
  • il rischio di morti neonatali si riduce fino al 45% con lallattamento al seno dal primo giorno di vita.

Se questo non bastasse, il Ministero della Salute ribadisce le proprietà esclusive del latte materno: contiene tutte le sostanze nutritive e l’acqua di cui il bambino ha bisogno nei primi sei mesi di vita ed è ricco di tutti gli anticorpi che prevengono l’insorgere di infezioni respiratorie, urinarie, otiti, diarrea e diabete.


I benefici del latte interessano anche la madre: aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, previene osteoporosi, tumore al seno e all’ovaio. Altra peculiarità, particolarmente gradita in tempi di crisi, il latte materno è anche gratuito. Alla luce di queste considerazioni l’81,4% italiano rimane ancora una percentuale bassa. Soprattutto alla luce di un altro dato fornito dal 5° Rapporto di aggiornamento della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (2012): il 90% delle mamme inizia l’allattamento in ospedale, ma la percentuale diminuisce drasticamente al momento delle dimissioni e in alcuni casi non supera il 30%.

E’ convinzione diffusa che migliori risultati possano essere raggiunti grazie all’informazione e al sostegno. Con questo obiettivo l’Unicef e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno redatto un decalogo di misure per promuovere l’allattamento al seno. Le strutture sanitarie che operano nel rispetto del decalogo sono riconosciute come Ospedali Amici dei Bambini” (qui l’elenco completo). Tuttavia, ad oggi sono ancora solo una ventina.

Daniela Pianezzi